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Sostanze tossiche nei vestiti: se le conosci le eviti

Non sono in molti a sapere che tra le industrie più inquinanti sul nostro pianeta, vi è quella tessile.
Infatti, la maggioranza dei capi di abbigliamento che indossiamo sono realizzati con tessuti contaminati da sostanze tossiche che possono provare, tra le varie, dermatiti e allergie.
Tralasciando il tema sociale legato allo sfruttamento mondiale delle milioni di persone che lavorano nel comparto tessile ed analizzando solamente l’aspetto legato all’inquinamento, il problema è davvero serio e sottovalutato da chi dovrebbe tutelare l’ambiente.

Ritorniamo per un attimo a parlare delle sostanze tossiche:,generalmente nessuno si rende conto di quante ne sono presenti negli indumenti che indossa e sulle eventuali conseguenze connesse all’entrarvi in contatto. E’ proprio il caso di dire che, prevenire è meglio che curare!

Tra le sostanze tossiche presenti nei vestiti troviamo le ammine aromatiche. Si tratta di composti (ne esiste un elenco di 24 regolamentate) cancerogeni che derivano da azo-coloranti che, sin dagli anni Novanta del secolo scorso sono vietate in Europa ma che tutt’ora continuano ad essere presenti in molti tessuti specialmente provenienti da altre parti del mondo.

Un’altra sostanza nociva presente nei tessuti è rappresentata dai alchifenoli etossilati: dei tensioattivi anche in questo caso banditi da pochi anni in Europa perché nocivi per le acque. Ma dobbiamo anche segnalare la presenza di metalli pesanti che si trovano sia nelle tinture che nei metodi di conservazione utilizzati per i tessuti. Inutile dire che questi elementi si trovano su capi di bassa qualità magari provenienti da paesi del sud-est asiatico e venduti dai grandi colossi della “fast fashion”.

La lista prosegue con un potente antimuffa (il dimetilfumarato), dei pesticidi (clorofenoli), dei coloranti allergenici e nocivi e con i ftalati.

I problemi nella fattispecie derivano dai pesticidi utilizzati industrialmente per la coltivazione del cotone che è diffusissimo soprattutto in Asia (Pakistan e India), e che porta con se gravissime ripercussioni per tutti coloro che vengono in contatto con questa fibra. Per offrire una idea di massima, è sufficiente considerare che si spendono per i pesticidi oltre 15 miliardi di dollari.

Essere consapevoli ci rende meno complici dell’inquinamento ambientale causato sia da tutte le sostanze chimiche utilizzate per il trattamento degli abiti sia per la coltivazione delle fibre da cui si ottengono i tessuti.
Ecco il motivo per il quale, dare la preferenza a capi realizzati con fibre naturali come la canapa, il lino,  la lana organica e  il cotone organico certificato GOTS (la certificazione che garantisce tutta la filiera produttiva – colorati con metodi biologici e vegetali) non solo aiuterebbe l’ambiente ad essere meno inquinato ma anche alla nostra salute di essere tutelata e preservata nel tempo.