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Il vero costo della moda

by 15 Ottobre 2021

“ The true cost” è stato un punto di svolta nella nostra vita, privata e lavorativa. AlgoNatural è partito da qui. La nostra attività, come negozio di moda naturale e sostenibile, è iniziata con la proiezione in anteprima mondiale di questo documentario. Il racconto di tutto quello che si nasconde dietro l’industria della moda. Il VERO COSTO della moda.

Avete presente quando un film, un documentario, un libro cambiano completamente il vostro punto di vista su qualcosa? Segnano un punto di svolta nel vostro modo di vedere le cose? Ecco, per noi “The true cost” è stato questo. Non che prima non sapessimo, ma un documentario di questo tipo crea un altro tipo di consapevolezza. Vedere da vicino cosa comporta ogni nostra azione, ogni nostro acquisto ci ha ulteriormente aperto gli occhi. E il cuore.

Ma cosa intendiamo per “VERO COSTO”?

Quello che spendi come consumatore quando acquisti la tua t-shirt a 9,90€ non è il VERO costo di quella maglietta. Tu spendi pochissimo, qualcun altro paga al tuo posto a un prezzo neanche paragonabile. Non solo in termini di denaro. Spesso in termini di salute o qualità della vita. Per far in modo che la tua maglietta costi così poco, un lavoratore della moda in Bangladesh viene pagato qualche centesimo l’ora. Nessun salario minimo, condizioni di lavoro impossibili, salute precaria. E prima ancora? La fibra che viene utilizzata per produrre quella t-shirt viene coltivata con sostanze chimiche dannose. Per velocizzarne la crescita. Perché tutto deve essere FAST. Dobbiamo avere tutto, subito, nuovo e alla moda.

Il crollo del Rana Plaza

Il crollo del Rana Plaza in Bangladesh è il più grave incidente mortale avvenuto in una fabbrica tessile nella storia. L’edificio che ha ceduto conteneva alcune fabbriche di abbigliamento, una banca e molti negozi. Nonostante le crepe evidenti sull’edificio, a tutti i lavoratori è stato ordinato dai proprietari delle fabbriche di presentarsi a lavoro il giorno successivo. Giornata in cui è avvenuto il crollo e la conseguente morte di 1129 persone. Un disastro che poteva essere evitato, senza dubbi. Pensiamoci un attimo. Se domani ci venisse chiesto di presentarci sul nostro posto di lavoro, sapendo che è a rischio crollo, noi lo faremmo comunque? Credo che la risposta per quasi tutti sia “ASSOLUTAMENTE NO”. Beh, questi lavoratori non hanno avuto una scelta. Non potevano permettersi di perdere il loro lavoro, seppur terribile.

La moda sostenibile è un “lusso”?

Un lusso rispetto a cosa? Ai capi della fast fashion? Alla maglietta che compri da HM? Allora probabilmente si. Un capo di abbigliamento prodotto secondo determinati standard, nel rispetto oltre che dell’ambiente anche dei lavoratori, costa un po’ di più. Ma quando la acquisti sai che stai comprando un capo prodotto in una fibra coltivata senza sostanze dannose. Sai che chi l’ha prodotta ha ricevuto un salario adeguato. Che il commercio di quel capo è avvenuto in maniera etica. Compri una maglietta, ma stai facendo molto di più. Il primo passo verso un consumo più consapevole.

Ma allora la moda sostenibile costa tanto?

No, costa il giusto. Il giusto per garantire una equa retribuzione ai lavoratori, la tutela dell’ambiente e capi che non contengano sostanze chimiche pericolose. Sin dall’inizio, come AlgoNatural, ci siamo posti l’obiettivo di proporre abbigliamento che fosse alla portata di tante persone, a seconda delle diverse disponibilità. La conseguenza della moda a prezzo basso è che qualcuno, da qualche parte, ne sta pagando le conseguenze.

Siamo noi consumatori a dettare le regole

E’ così, spesso ce ne dimentichiamo. Non è retorica dire che possiamo fare la differenza. Se smettessimo di voler cambiare guardaroba ogni due mesi per essere sempre alla moda e al passo con i tempi. Se decidessimo che la nostra serenità non si basa sull’apparenza e su standard imposti da terzi. Se capissimo che il consumismo non ci porterà a essere più belli e felici. Se prendessimo atto di tutte queste cose e smettessimo di comprare tutto e in maniera spasmodica, potremmo davvero cambiare qualcosa.

L’industria della moda è la seconda industria più inquinante al mondo, ma noi abbiamo nelle mani la possibilità di cambiare. E avere una possibilità è già una grande ricchezza, non facciamocela sfuggire.

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