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Il costo umano dei nostri telefoni e la battaglia del coltan

by in News 29 Aprile 2021

E se i nostri telefoni non fossero quello che definiamo “l’emblema della sostenibilità”?

Fermiamoci un attimo e facciamo una riflessione. Avevi mai pensato che per diminuire la tua impronta ecologica potresti partire proprio dal tuo cellulare? Dall’oggetto che molto probabilmente guardi come prima cosa appena ti svegli?

Oggi in particolare parliamo di coltan. Col che? Lo sanno in pochi, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti.

Di cosa si tratta?

Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE, la percentuale di quest’ultima appunto è quella che determina il prezzo del Coltan. Da questo si estrae la Tantalite , che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici.

Ha l’aspetto di una strana sabbia nera ed è un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi hi-tec. A COSA SERVE? Per ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione. Più coltan uguale batteria che dura uguale più performance. Quello che sostanzialmente cerchiamo tutti quanti in un dispositivo tecnologico.

Qual è quindi il nesso tra coltan e guerra in Congo?

Il controllo delle zone minerarie che porta a guadagni immensi ha innescato una lotta tra fazioni di gruppi armati. Essi si contendono enormi guadagni e hanno interesse a mantenere una situazione di precarietà e disgustosa violenza. Di conseguenza, le popolazioni ridotte ad un’estrema povertà continuano a subire i conflitti che sono costati negli ultimi decenni circa 5 milioni di morti. Senza nessuna possibilità di opporsi.

Le condizioni in cui sono costretti a lavorare sono disumane

I salari sono irrisori e spesso i bambini sono sottratti alle loro famiglie e costretti a lavorare gratis.

I corpi minuti dei bambini che a volte hanno solo 4/5 anni costituiscono un valido mezzo di accesso ai punti più irraggiungibili  e impervi delle miniere ed è su di loro che si attua un vero e proprio crimine. Costretti a lavorare per 15 ore di media al giorno e fino a 72 ore consecutive a mani nude la maggior parte dei bimbi che sopravvivono ai gas che si sprigionano e agli stenti non arrivano al compimento del trentesimo anno di età.

Una volta estratto il coltan è trasportato dalla miniera ai punti di raccolta e ciò avviene grazie ai “portatori”. Essi sono costretti a camminare a piedi per lunghi tratti con enormi carichi che portano a spalla. Purtroppo, inoltre, il coltan contiene piccole quantità di uranio e quindi lavorando senza alcuna protezione si verificano anche negli adulti numerosi casi di malattie fatali, come i tumori ad esempio.

Cosa possiamo fare per cercare di limitare questo scempio?

E’ un argomento di cui desideriamo parlare in maniera approfondita. Quindi dedicheremo un altro articolo alla soluzione che abbiamo trovato noi (e molti altri) per cercare di essere sostenibili anche in questo ambito. Inizia con r e finisce con ati. Pensateci su!