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Fibre tessili sostenibili: sintetiche e artificiali

by in News 28 Maggio 2021

Partiamo da un presupposto, le fibre tessili sintetiche non sono tutte da demonizzare. Ti sembra strano? Però è così, davvero, parola di AlgoNatural. Come per le fibre naturali, non è tanto l’origine primaria a dirci se la fibra è ecologica oppure no, ma il processo. Da dove deriva. Se è ricavata da materiali di riciclo, che seppur sintetici e ricchi di plastica, in caso contrario sarebbero buttati via creando nuovi scarti NON biodegradabili. In questo caso è necessaria subito una distinzione.

Fibre tessili artificiali o fibre sintetiche?

Ebbene si, non sono assolutamente la stessa cosa, ma entrambe possono essere fibre sostenibili. Le fibre tessili artificiali sono realizzate in laboratorio grazie all’uso di sostanze chimiche ma si differenziano dalle fibre sintetiche per l’utilizzo della materia prima di origine naturale che sostituisce quella di origine petrolifera. La maggior parte dei tessuti artificiali solo classificabili come Viscosa, ma ognuno di essi ha un marchio proprio e utilizza una materia prima naturale diversa. Altre vengono classificate come bioplastiche, oppure come materiali bio-based.

 Invece, le fibre tessili sintetiche comprendono tutti quei tessuti che sono realizzati esclusivamente con materiali derivati da prodotti petroliferi. E vengono definiti come sostenibili quando derivano dal riciclo di risorse esistenti altrimenti destinate agli inceneritori (plastica, reti da pesca, tappeti, scarti industriali ecc). Chiaramente esistono moltissime varianti di tessuti sintetici e purtroppo molto spesso non sono ecologici e sostenibili.

Fibre sintetiche non sostenibili

I veri materiali sintetici, come il poliestere, il nylon e l’acrilico, non esistono in natura ma sono prodotti dall’uomo e sono assolutamente NON sotenibili. Perché? Il poliestere è realizzato in polietilene tereftalato, conosciuto anche come PET, ed è lo stesso materiale utilizzato per produrre bottiglie di plastica, contribuisce ugualmente alle emissioni di anidride carbonica come qualsiasi altro prodotto a base di combustibili fossili. Un altro problema notevole legato a questo tipo di fibre si verifica durante il processo di lavaggio: rilasciano infatti microplastiche minuscole, chiamate microfibre (Leonard, 2016). Quest’ultime inquinano i nostri oceani portando verosimilmente alla morte di animali marini ed entrando a far parte della nostra catena alimentare. In questo modo risultano una minaccia per gli esseri umani stessi.

Tessuti più facili da trattare

I tessuti tessili sintetici, d’ora in poi ci riferiremo solo a quelli che consideriamo ecologici, hanno una maggior facilità di trattamento. Ovviamente. La lana, la seta e il cotone hanno bisogno di qualche accortezza in più, come il lavaggio a mano piuttosto che in lavatrice. Oppure è più difficile che si stropiccino, motivo per cui diventano degli ottimi alleati per la vita frenetica a cui siamo costantemente abituati e sollecitati. Ma noi di AlgoNatural, cerchiamo di utilizzare le fibre sintetiche (non quelle artificiali che hanno comunque una derivazione naturale) solo per capi che neccessitano di determinate caratteristiche tecniche. Come ad esempio i costumi in econyl, che hanno bisogno di asciugarsi velocemente. O le giacche a vento prodotte con tappi di bottiglie o reti da pesca riciclate che consentono un certo isolamento.

In tutti gli altri casi prediligiamo fibre naturali biologiche o fibre artificiali, quali la viscosa, il lyocell o il bamboo. Anche per una questione di benessere. A contatto diretto con la pelle le fibre sintetiche consentono la proliferazione di batteri, non sono termoregolatrici e hanno un confort totalmente diverso.

Non perderti la domenica sostenibile!

Non a caso non abbiamo fatto un excursus su tutti i materiali che abbiamo nominato. Nella domenica sostenibile, la nostra “ rubrica” che esce una domenica si e una no la domenica mattina, faremo un approfondimento su tutti i materiali che abbiamo elencato. Caratteristiche, tipo di abiti/accessori prodotti e varie altre cose. Non sai di cosa stiamo parlando, ma sei interessato?

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