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Fast fashion: se la conosci la eviti!

by 18/08/2022

TUTTO, SUBITO e OVVIAMENTE DI INDUBBIA QUALITÀ.
La seconda industria più inquinante al mondo. Ve ne parliamo spesso sui nostri canali social e sul blog. 

Cosa succede nel mondo della moda veloce?

I capi passano dalle passerelle alla produzione in modo rapido ed economico. Si tratta di una strategia utilizzata da grandi catene come H&M, Primark, Zara, Topshop ecc. Il tutto per permettere a persone “normali”, con risorse economiche non illimitate, di acquistare i capi che desiderano ad un prezzo piccolo piccolo.

Il problema?

I capi di abbigliamento saranno prodotti con materiali di scarsa qualità e fortemente inquinanti. Per citarne due, poliestere e cotone. COTONE? Si, il cotone tradizionale richiede una quantità di acqua, pesticidi e altre sostanze tossiche molto grande. Non è una fibra sostenibile, a differenza del COTONE BIOLOGICO.

I tempi di produzione incidono notevolmente. Il bisogno di avere tutto e velocemente porta a dover velocizzare enormemente i tempi della catena di produzione, inficiando la qualità del capo finale. Per non parlare delle ore di lavoro degli operai e delle loro condizioni.

Ovviamente, le tendenze cambiano continuamente portando i consumatori a voler cambiare sempre più spesso i propri indumenti. Si acquista continuamente, in maniera quasi compulsiva capi che poi lasceremo da parte o che si romperanno dopo pochi utilizzi. RISULTATO? Un notevole aumento dei rifiuti.

Una questione di marketing

La strategia di queste catene è proprio creare un costante bisogno nel consumatore. Bisogno di cambiare, bisogno di avere proprio quel capo per conformarsi alla tendenza del periodo. Vestirsi diventa un arma di differenziazione, che però assomiglia più a un’omologazione. Necessità di essere accettati dai più. Giocano su un filo sottile e bisogna stare molto attenti a non cadere.

Abbracciamo la slow fashion e la moda biologica

Quando è nato AlgoNatural c’erano pochissimi negozi in Italia che abbracciavano questa filosofia. Piano piano però sempre più realtà e PERSONE stanno convergendo verso una moda fatta di sostenibilità. Una moda che non ti spinge ad acquistare PER FORZA, ma per BISOGNO. E con bisogno intendiamo un bisogno reale.
E poi c’è la salute. Vestirsi naturale implica non mettere addosso sostanze nocive. E dare il nostro contributo all’ambiente. Indossare, quindi,  tutti quei capi di abbigliamento derivanti da fibre che vengono trattate con sostanze naturali e a basso impatto ambientale. E’ il modo in cui trattiamo queste materie che permette di parlare di abbigliamento biologico o meno. 

Acquistare abbigliamento biologico è un lusso alla portata di pochi?

Mai affermazione più sbagliata. Questa è DECISAMENTE una FALSA CREDENZA. Non neghiamo che un capo di abbigliamento prodotto seguendo questi standard, nel rispetto oltre che dell’ambiente anche dei lavoratori, costi un po’ di più. Ma la domanda che dobbiamo porci è “Di più rispetto a cosa?” 

Gli abiti acquistati nelle varie catene di abbigliamento (quali hm, zara e altri colossi) hanno dei prezzi molto bassi.  Ma a quali costi? Da dove deriva questo “risparmio”?

Quando un prodotto ha un prezzo molto basso significa che c’è qualcuno, nella filiera produttiva, che sta pagando il prezzo; possono essere i lavoratori o l’ambiente.

Spesso coloro che coltivano il cotone, confezionano e producono la nostra felpa, pantalone, giacca sono pagati con un salario molto inferiore agli standard imposti per legge. Lavorano in condizioni non igieniche e con orari di lavoro estenuanti. 

Quello che acquisti in un negozio di abbigliamento in fibre naturali e sostenibili o in una bottega solidale non costa DI PIU’, costa IL GIUSTO

Il giusto nel rispetto di tutta la filiera produttiva e dell’ambiente in cui viviamo. Se le tue disponibilità economiche sono limitate quello che noi consigliamo è ACQUISTA MENO, MA DI QUALITA’. In questo modo i tuoi vestiti dureranno più a lungo e saranno un valore aggiunto anche per la tua salute.

Scegliamo di essere consapevoli:

Sposare questo tipo di filosofia, perché di filosofia si tratta non è sempre immediato. Acquistare in prevalenza abbigliamento biologico è spesso la conclusione di un processo di consapevolizzazione. Il nostro intento, infatti, è proprio questo: renderCI più consapevoli. Perché è solo conoscendo qualcosa che possiamo prendere delle decisioni e scindere cosa riteniamo più o meno giusto.

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