Approfondimento moda responsabile
Cosa c’è davvero dietro il prezzo di una t-shirt?
Sempre più spesso scegliamo articoli a basso costo senza avere tutte le informazioni su ciò che comportano.
Eppure, dietro una semplice t-shirt possono esserci impatti importanti sull’ambiente e sulle persone: dall’inquinamento allo sfruttamento del lavoro.
Anche negli articoli da merchandising (t-shirt, felpe, ..) impera la logica della fast-fashion.
L’alternativa esiste, se si apprezza il valore delle cose.
Vale quindi la pena fermarsi un momento e chiedersi:
chi paga davvero il prezzo degli articoli super economici?
Facciamo i conti:
Ipotizziamo che una t-shirt stampata venga acquistata a 3,50€.
Su questo importo vanno considerati:
- il 22% di IVA
- il costo della stampa a due colori (almeno 0,90€, considerando anche l’utilizzo di colori non tossici)
- il guadagno di chi stampa e vende la maglietta (almeno il 30%)
- il guadagno di chi importa e distribuisce (almeno il 40%)
- il costo del trasporto dal paese di produzione (circa il 5% del prezzo restante)
Quanto resta a chi produce? circa 1 Euro!
Questo valore deve poi essere suddiviso tra agricoltore, filatura e tintura, tessitura, compenso lavoratore e margine dell’azienda produttrice.
In molti casi, questo significa che il lavoro di una persona viene retribuito meno di 0,20€ per ogni t-shirt prodotta.
Su base mensile, equivale ad una retribuzione di circa 120€, ben al di sotto di una soglia dignitosa, anche considerando il reddito dei paesi di produzione.
È davvero questo il modello che vogliamo sostenere, anche senza rendercene conto?
Senza dimenticare poi che una t-shirt in cotone convenzionale ha un impatto ambientale molto elevato: si stima l’utilizzo di circa 2,5 kg di pesticidi per ogni capo prodotto. Quindi?
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