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Ecosostenibilità nelle economie emergenti: attenzione alle certificazioni

Il settore industriale in senso lato si sta ponendo obiettivi di ecosostenibilità nelle scelte dei prodotti primi da utilizzare e di quelli finali da immettere in commercio. Ecosostenibile è termine dall’ampio spettro semantico che può venire sintetizzato nel concetto che  salvaguardare la salute dell’uomo e del pianeta è inderogabile. Il capitalismo industriale ha posto a rischio la sussistenza di ecosistemi essenziali mettendo in atto produzioni e metodologie di trasformazione che si sono rivelate, in taluni casi, dannose.

Emerge un risveglio alle tematiche ecologiche anche nel settore tessile con una rinnovata attenzione nei confronti delle procedure adoperate dall’intera filiera coinvolta. Particolarmente ricercate per realizzare capi di vestiario ed intimo sono le fibre naturali derivanti dal mondo vegetale. In natura non si trovano libere ma riunite in fasci ed accompagnate da diverse altre sostanze dette incrostanti, fatta eccezione per il cotone, motivo per cui devono essere sottoposte a lavorazioni particolari prima di poter essere utilizzate per creare tessuti. Al fine di garantire fibre naturali certificate è sorto il GOTS, Global Organic Textile Standard sviluppato da quattro organizzazioni internazionali, la statunitense OTA, la tedesca IVN , l’inglese SOIL ASSOCIATION e la giapponese JOCA. L’associazione sottopone il prodotto a verifiche ed esami standard di particolare severità per garantire al consumatore che le fibre tessili biologiche siano ottenute nel rispetto di strette regole ambientali e sociali applicate a tutti i livelli della produzione, dalla raccolta alla manifattura, all’etichettatura del prodotto finito. Solo alla fibra tessile che ha superato l’esame viene concesso il privilegio di fregiarsi della certificazione e di utilizzare il logo GOTS ad indicare che essa rientra nella “produzione tessile rispettosa dell’ambiente e socialmente responsabile”. Sul database GOTS l’utente può trovare le imprese certificate che operano nella catena di fornitura.

A questi rigidi procedimenti di selezione delle fibre tessili si sta approcciando anche la Cina con il suo poderoso impero industriale. Individuata in passato come paese produttore di abbigliamento di bassa e scadente qualità, oggi la Repubblica Popolare Cinese si avvia ad entrare fra i maggiori creatori di tessuti e capi di abbigliamento realizzati in cotone biologico dotato di certificazione GOTS.

Crescono anche aziende cinesi che ambiscono a detenere la certificazione simboleggiata dal marchio Fairtrade con prodotti garantiti come sono quelli commercializzati sulla piattaforma Braintree, realizzati in bamboo da imprese appartenenti ad un commercio equo e solidale autentico.

Gli imprenditori alla guida dei marchi e dei brand di fama mondiale, anche di nazionalità cinese, sono giunti alla maturazione di un codice di comportamento moderno e attuale che li vede impegnati a tutelare e salvaguardare l’ambiente e le sue risorse naturali.

A bordo della grande arca dell’economia globale trovano finalmente spazio l’utilizzo di materie prime naturali, l’applicazione di metodologie produttive non invasive, il riciclo e il riutilizzo dei tessuti e una moda consapevole. La Cina, conosciuta attraverso Marco Polo ed i suoi indimenticabili viaggi lungo la via della seta torna ad occupare il posto di prestigio che le compete nel mondo della moda.